Vi ricordate il caso Wikileaks, il sito che pubblica liberamente segreti di stato? Il fondatore Julian Assange è tutt’ora impegnato con le varie accuse e i vari dibattiti e il sito non ha di certo un futuro roseo davanti a se. Per questo gli investitori dietro Wikileaks stanno pensando di comprare una barca per spostare tutti i server del sito in acque internazionali e essere tutelati dall’intervento delle autorità.
Ebbene si, pare la trama di un nuovo film ma è la realtà. Wikileaks ha sempre ricevuto le notizie “scottanti” grazie a uno spazio condiviso in rete protetto da un sofisticato sistema di criptaggio, ovviamente grazie a qualcuno che soffiava queste notizie nei piani molto alti degli uffici ministeriali degli States. Ora però il sito è a rischio di chiusura e l’unica soluzione è spostare la direzione in zone tutelate giurisdicamente.
Una prima ipotesi è il principato di Sealand, una piccola isola nei pressi della Gran Bretagna occupata da una persona che si
è proclamato sovrano (pensate un po’!!). Il fantomatico sovrano ha garantito la libertà di internet nel suo territorio, PirateBay ha infatti deciso di insediarci alcuni server. Il principe di Sealand sembra però contrario alla diffusione di informazioni, vanificando l’ipotesi di trasferimento.
Per ora la soluzione sembra dunque di spostare i server, che al momento si trovano in Svezia e Irlanda, su chiatte in mezzo all’oceano, senza dare indicazioni precise. Le autorità americane tuttavia ribadiscono che non sarà lo spostamento dei dati a evitare le sentenze giudiziarie alle persone interessate. Staremo a vedere come si evolve la situazione!
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